FUORI DAL MUCCHIO
SINGLE SIGN ON
Long Awaited Intimations Disguised Into A Full Scale Opera
Autoprodotto
di Alessandro Besselva Averame
Torinesi, autori in precedenza di un demotape di tre brani – due dei quali presenti qui - stampato nel 2005, i SingleSignOn – sigla che fa riferimento ad un protocollo di autenticazione informatica semplificato, una specie di accesso privilegiato che sembra suggerire un legame con l'intimità delle canzoni e la loro riconoscibilità – debuttano sulla lunga distanza con questo lavoro autoprodotto dalla curatissima veste grafica. Registrato da Marco Milanesio (responsabile in passato dei lavori di Perturbazione e Larsen, tra gli altri), "Long Awaited Intimations Disguised Into A Full Scale Opera" è una dichiarazione d'amore per quell'area musicale che è stata identificata storicamente con il termine shoegaze. Ogni chitarra, ogni effetto, ogni coloritura elettronica si muove in quella direzione, ma non pensiate che si tratti di pura e semplice spinta revivalista. Le otto canzoni del disco procedono per la loro strada, attente alle sonorità del presente (sonorità elettroniche accurate e non troppo invasive, soprattutto) e dotate di buona inventiva melodica, solo a tratti lievemente penalizzata da alcune incertezze vocali. Ma si tratta di dettagli sui quali si può tranquillamente soprassedere, ascoltando canzoni come l'introduttiva "Aim Of Your Quest", pigro srotolare di chitarre, drum-machine e voci incrociate in una lenta costruzione di melodie in crescendo che riporta ad una idea di pop che sembra essere ritornata da poco alla ribalta. Segnaliamo ancora almeno un paio di brani, "Full Joy" e la sognante "A Long Way Home", episodi di punta un esordio di buon livello (www.myspace.com/singlesignon)
ASCENSION MAGAZINE
SINGLE SIGN ON
Long Awaited Intimations Disguised Into A Full Scale Opera
Autoprodotto
di Walter Piano
Ritorno sulle scene dei torinesi Single Sign On dopo le favorevoli impressioni del cd precedente e di qualche sporadica ma efficace apparizione live.Un ritorno che é anche una conferma di quella personale via comunicativa scelta del gruppo, espressa in punta di piedi con estrema e raffinata dolcezza.
E' infatti una semplicità disincantata e struggente ad accompagnarci nell'ascolto di queste otto nuove canzoni contraddistinte da liriche particolarmente sobrie ed emozioni di vita quotidiana.
Ai Single Sign On non interessa ricorrere a maschere e/o citazioni altrui per attirare, come fanno altri, un'attenzione spesso rivolta al nulla.
Pier Paolo Bottino (voce e chitarra), Francesca Trinca (voce e testi), Giorgio Pilon (chitarra) e Fausto Bossola (synth drum-machine)- vale a dire i Single Sign On- sono quattro persone comuni alle prese con la vita di ogni giorno e i suoi orrori gratuiti. Suonano per comunicare, senza per questo voler essere eroi ma solo amici con cui vivere la musica insieme.
L'apertura del nuovo cd é affidata ad un brano particolarmente semplice e minimale come "Aim Of Your Quest", in cui le due voci e la chitarra si intrecciano con un tappeto di suoni sintetici "frame 3.0" è invece più struggente (grazie soprattutto ad un dialogo strumentale che é come una scena dipinta sullo sfondo del testo della canzone), al contrario di una "Full Joy" che preferisce invece iniziare con le chitarre sulle quali si amalgamerà poi tutto il resto...
La crepuscolare e dolcissima "In The Grey Pattern Of This Land" per me è la canzone più bella del cd...Un brano dove la chitarra di Giorgio sgorga dal cuore del suo background musicale fatto di ore di ascolti...musica e passione che si fondono.
Seguono "Down" con un inizio quasi cacofonico per poi riprendere la linea musicale del resto del cd affidandosi ad una drum machine a tratti tagliente e nevrotica, "A Long Way Home" che si sviluppa su un soffice tappeto di note romantiche e semplici a tratti venate di visioni agresti e quella "Emelyn Story" che rappresenta l'episodio più veloce ed aggressivo del lavoro senza però perdere l'alone ispirativo che lega tra loro tutti i pezzi dell'album...
Devo dire che nel mezzo di tutta questa semplicità un titolo come "Long Awaited Intimations Disguised Into A Full Scale Opera" stona un pò...
Divagazioni ironiche a parte torniamo al cd che, riportandoci indietro alle atmosfere delle due tracce iniziali, si conclude dunque con la bella "Waiflike".
Sicuramente uno di quegli album che quando finisci di ascoltare ti viene subito voglia di risuonare da capo e, perché no, sperare di poterlo magari ascoltare presto dal vivo...
KRONICon Jun 07, 2008
SINGLE SIGN ON
Long Awaited Intimations Disguised Into A Full Scale Opera
Autoprodotto
di Alberto Leone
Sublimazioni Circolari
All'incrocio tra Slowdive street e Cocteau Twins avenue, ritmica elettronica e strumentazione rock si scontrano in una nuvola di pop sognante, sublimandosi nei torinesi SingleSignOn.
Come nella pigra quiete di una domenica mattina baciata dal sole tutto pare muoversi al rallentatore, in un'atmosfera di pacifica contemplazione. Ma l'apparente immobilità cela un sottosuolo rigonfio di fermento.
Si gioca tra torpore e scatti improvvisi, come un gatto che si diverte con la sua piccola preda indifesa. Drum machine in costante mid-tempo e le voci omogenee e rasserenanti di Pierpaolo Bottino (in falsetto) e Francesca Trinca (anche autrice delle liriche) a rincorrersi e sovrapporsi, mentre accordi nervosi di chitarra elettrica lambiscono territori al confine tra post rock e psichedelia soft.
Debut album fascinoso che conferma le buone impressioni del precedente EP. Tuttavia le strutture compositive potrebbero essere maggiormente articolate (sull'esempio del crescendo finale di "Full Joy") affinché il potenziale evocativo non resti semplice abbozzo prigioniero di una eccessiva circolarità, ma possa invece respirare a pieni polmoni l'aria rinvigorente di altezze vertiginose per mostrarsi in pubblico in tutta la sua bellezza.
Da segnalare la scelta distributiva, nostalgicamente romantica, direttamente rivolta ai piccoli negozi di dischi di qualità: a Torino trovate i SingleSignOn da Backdoor, Rockville, Dracma Records e Klec Blazna Pub.
LOST HIGHWAYSon Apr 21, 2008
SINGLE SIGN ON
Long Awaited Intimations Disguised Into A Full Scale Opera
Autoprodotto
Vladimiro Vacca
Single Sign On. Come raggiungere un’Identificazione unica? Semplice: tuffarsi da una rupe, abbandonarsi alla gravità, penetrare l’anima del mare, affondare lentamente verso il fondo che non riusciremo a toccare, tra gorgoglii di aria ci aggrapperemo all’istinto archimedeo e risaliremo nelle rarefatte dilatazioni di Aim of your quest. Nel debut album Long awaited intimation disguised into a scale opera dei Single Sign On albergano le radici del dream-pop, quello di strutture raffinate e liriche tessute su voce femminile sospirata (Francesca Trinca) e voce maschile androgina (Pierpaolo Bottino). In the grey pattern of this land è nenia che trasuda vita che scorre al crepuscolo. Ma ci sono anche momenti più ruvidi, più shoegaze come in Down dove si vola tra Cocteau Twins e Ride. A long way home è una successione di immagini attraverso lo schermo di un’auto in movimento su strade della memoria. Emelyn story è fluire, è attaccarsi alla buccia di vita che ci resta dopo ogni giorno. Il synth ricama ambientazioni surreali con un unico fine: trascendenza rimembrativa. Questo disco poteva sicuramente uscire per la 4AD records. Il nome della band conferma il loro sound che è autentico e unico pur con riferementi ai capisaldi del genere. La produzione artistica di Marco Milanesio ha esaltato i pregi di questa interessante band torinese senza cadute manieristiche. Si consiglia a chi ama raggiungere posti dove non vi sono motorini ed auto parcheggiate, luoghi atemporali tipici nei film di Paolo Sorrentino.
ROCKERILLA
on Apr 15, 2008
SINGLE SIGN ON
Long Awaited Intimations Disguised Into A Full Scale Opera
Autoprodotto
Emanuele Salvini 7/10
Un'altra magnifica sensazione shoegaze arriva a sconvolgerci l'esistenza. Quattro frequentatori della scena torinese, con un passato nel dark dei Catarsi (un disco, "Lo Stato Delle Cose", nel 1996 per Energeia) e nel pop degli EastAndRussell (l'autoprodotto "Go Pop" del 2002), SingleSignOn dimostrano di possedere la stoffa pregiata dei veterani e la classe dei grandi interpreti. Le loro sono canzoni malinconiche e lunari, baciate da melodie tanto essenziali quanto irresistibili, ove la voce in falsetto di Pierpaolo Bottino dona un valore aggiunto alle chitarre di Giorgio Pilon e ai minimali accenti di synth di Fausto Bossola. Gli interventi vocali di Francesca Trinca (responsabile anche delle lyrics) sono poi qualcosa di assolutamente delizioso, che impreziosiscono un sound di natura minimale. La costruzione di un brano come "Down" é sintomatica di un processo compositivo non banale: chitarra in feedback, drum machine algida, voce femminile fatalista che risponde al falsetto maschile. Il carisma della band consiste nel possedere un elevato tasso di originalità,visto che è molto difficile trovare dei termini di paragone stranieri. Vengono in mente Yo La Tengo e Lali Puna, ma i rimandi potrebbero essere anche più complessi, ché in "Emelyn Story" si assapora il background synth wave dei migliori '80 filtrato attraverso lo shoegaze britannico e la folcktronica recente. "Long awaited intimations..." é dimostrazione di classe cristallina, un debutto assolutamente emozionante cui sottoporre ascolti continui e non distratti.
SENTIRE ASCOLTARE
on Apr 1, 2008
SINGLE SIGN ON - Long Awaited Intimations Disguised Into A Full Scale Opera
Autoprodotto
Fabrizio Zampighi 6.7/10
Già recensiti nel 2006 in occasione della pubblicazione del loro primo EP, i Single Sign On tornano ora tra le pagine di We Are Demo con gli otto brani del loro primo CD lungo. Se agli esordi si parlava semplicemente di suoni morbidi e ovattati, qui ci si ritrova a trafficare con shoegaze e affini su mid-tempo a base di drum machine, chitarre soffici, controcanti a più voci e melodie sognanti rubate a qualche scatola dei ricordi degli anni ottanta. Buona omogeneità di stile e un approccio musicale decisamente più professionale rispetto al passato, contribuiscono a rendere ancor più appetibile il programma (www.myspace.com/singlesignon) (f.z.)